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November 15 Tracce su di noi.....
Bella bimbi, oggi ho deciso di rimettere piede sul mio blog e di lasciare traccia del mio passaggio. Questa volta mi sarebbe piaciuto porre la vostra attenzione su un particolare che in 27 anni ha sempre suscitato in me una forte curiosità: sto parlando delle cicatrici. Veri e propri messaggi che marcano in maniera indelebile il nostro corpo. Credo che nessuno di noi sia escluso da questa forma d’arte tutta al naturale. Per definizione la cicatrice è un tessuto di riparazione che colma le ferite di cute quando si verifica un’interruzione della struttura della stessa a causa di un fenomeno di solito traumatico. Insomma raga, parlo di sgrugnate, tagli e scippi. Gomiti, mento, ginocchia, braccia,testa (e chi è stato più bravo ha esplorato anche le restanti parti del corpo) hanno sostenuto la nostra caparbietà regalandoci per tante volte la mazziata della morte da parte di nostra madre. Io ne ricordo davvero a centinaia, cadute di tutte le tipologie (roba da manuale dell’infortunistica infantile e adolescenziale), che per fortuna, almeno credo,non hanno portato danni permanenti a livello fisico in termini di invalidità, ma che hanno lasciato un vero e proprio “non ti scordar di me” sul mio corpo. Questo è ciò che suscita la mia curiosità, e non vi nascondo che il discorso mi affascina anche molto e mi porta ad interrogarmi spesso sulla perfezione della macchina umana. Una cicatrice, un tessuto a parte, diverso dal resto, un tessuto di sostegno, di riparazione, un tessuto che ha perso la memoria. Si, le cellule che vanno a comporre una cicatrice, sono cellule che hanno perso la memoria, non sanno più come ricostruire la pelle a forma e somiglianza di quella che le circonda ed allora improvvisano un’ impalcatura il più possibile simile al resto(come il made in china). Il risultato a dire la verità esteticamente è più deludente. La cicatrice è visibile, percepibile al tatto, spesso meno sensibile rispetto al resto della cute e con un colore decisamente diverso. Rimane li ed accompagna la nostra crescita, senza subire particolari mutamenti. Cellule del nostro corpo perdono la memoria di se, ma altre che corrono al riparano ne lasciano una più grande, una memoria fatta di sensazioni contrastanti, dispiacere misto a sorrisi. Si, pensare alla coglionata di quel giorno vissuto 1 mese , un anno, una vita fa spesso è merito di una mano passata su un braccio o su un ginocchio o un fianco. Chissà se tutto ciò è stato davvero calcolato nei minimi termini, chissà se davvero la scienza a volte deve cedere il passo a qualcosa di più grande… Esiste la chirurgia estetica per coloro che davvero portano segni molto forti, che hanno lasciato tracce non solo sul corpo. Mi ricordo di un incidente che capitò ad una mia carissima amica di infanzia. Davvero una bella ragazza, che purtroppo ebbe la sfortuna di avere un sinistro con il motorino procurandosi una bruttissima cicatrice del ginocchio. La cicatrice davvero era un pugno nell’occhio, evidentissima e in rilievo; ma lei non volle toglierla, e mi rispose che su quella cicatrice era cresciuta una nuova lei, una persona che non avrebbe mai dimenticato quell’accaduto e che quella cicatrice le avrebbe sempre ricordato quel giorno. Lascio a voi i commenti….le cicatrici hanno un fascino, non trovate?
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