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November 16 Silvio pollasto: Le mie prigioni
Mia cugina così come il malatosano che accompagna le mie serate in casa a Roma, conoscono il titolo di una canzone sensazionale di Jamiroquai, cantante che a mio tempo ebbi la fortuna di conoscere grazie ad un amico di vecchia data nella lontana estate del 1995 con l’album “the return of the space cowboy”. La canzone nello specifico è planet home, che stavo ascoltando quando mi è venuta voglia di parlarvi dell’ assetto che ho con i compagni di casa qui a Roma; ossia vorrei porre la vostra attenzione su come sia difficile trovare i requisiti per una buona convivenza. La mia esperienza è cominciata cmq in maniera avvantaggiata, visto che io, l’11 Gennaio del 2005 ho messo definitivamente piede sul suolo di Roma, iniziando la convivenza con mio fratello( quindi un rapporto ormai provato) e Mr download, conoscente a quei tempi e adesso mio carissimo amico ed attuale compagno di stanza. Da subito mi sono trovato a condividere uno spazio vivibile davvero ridotto con due persone speciali; ribadisco su mio fratello la questione era più semplice da affrontare, ma con Mr D, era tutto diverso. Si perché all’inizio sembra tutto semplice, i primi mesi passano alla grande, anche perché c’è lo spirito immortale della novità, la curiosità di conoscersi. Col tempo, cominciano le prime difficoltà non sempre legate ad incomprensioni tra gli abitanti. Spesso si è scazzati per una pessima giornata di lavoro o altro e si finisce magari con il vomitarsi addosso delle cose successe durante la convivenza. Affrontare una discussione con un convivente e venirne fuori con una soluzione alla mano è come chiedere alla Lecciso di non guardare in camera durante l'intervista: vi semplicizzo il concetto per chi(impossibile) non conoscesse il personaggio poc’anzi citatovi: è difficilissimo. Perché? In fondo lo sappiamo tutti anche se non abbiamo condiviso un appartamento. Vi basta pensare a quante volte non vi siete piegati alla volontà dei vostri genitori per spiegarvi come non vorreste farlo in una situazione di autogestione, specie se la lamentela arriva dal vostro compagno al quale voi stessi vorreste fargli notare le mille cose che non vanno per colpa sua( spero di essere stato esauriente) E’ molto difficile, e ci siamo passati anche noi, ma fortunatamente con impegno e collaborazione abbiamo fornito ai nostri punti di “cozzo” una risoluzione dei problemi diplomatica: ci scanniamo…..Scherzo; conversiamo. Ma non quella a braccia conserte in segno di chiusura fanciulli, parlo di sedute al tavolino( chiedetelo a Mr D) dove si sputa tutto ciò che non va e lo si riforgia secondo regole basate su compromessi. Ah dimenticavo: massima umiltà, sennò non se ne viene fuori. Da un anno a questa parte mo fratello ha lasciato il campo di gioco per dare spazio alla new entry(Malatosano) conoscente di Mr D, ma cmq estraneo ad entrambe per il discorso della convivenza. Beh ragazzi, ci sono delle incomprensioni, si discute, ed è tutto nella norma, ma si è creato un clima da paura. Si ride tantissimo e si fa un casino(costruttivo) della madonna. Pochi di voi avranno letto fin qui, ma molti credo che avrebbero da lamentarsi per i loro compagni di casa. Ah perdonate il chiarimento: da noi esiste il massimo rispetto degli spazi altrui mantenendo quasi sempre la porta delle stanze aperte. Raccontatemi le vostre rogne; di gente che ne ha ne conosco. Sarò lieto di ammazzarmi dal ridere. Grazie vagliù e grazie ai miei compagni di gioco.
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